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Ottimizzare la comunicazione con l’anziano in casa di riposo

Piccolo decalogo per operatori e familiari

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Lavorare con una persona anziana in una casa di riposo, comporta sicuramente un grande arricchimento non solo affettivo, professionale e culturale, in effetti, gli anziani rappresentano la memoria della famiglia e il ricordo della storia culturale della propria comunità e noi in Mugello, per fortuna, rimane ancora attivo un patrimonio di relazioni autentiche che permette, nonostante tutto all'anziano, di mantenere un minimo di relazioni con i familiari e il vicinato. 


Per motivi diversi che vanno dalla presenza di problematiche fisiche o mentali
ad una certa rigidità caratteriale, non sempre è facile riuscire ad avere una buona comunicazione con loro, quindi a ben interagire e a capirsi e farsi capire.

I motivi sono diversi e riguardano sia delle barriere involontarie messe dall’anziano a causa di deficit sensoriali o di alterazioni della caratterialità sia l’importanza di rapportarsi con l’anziano seguendo determinate accortezze.

Ne indichiamo alcune:

1. Cercare di capire se ha delle difficoltà sensoriali. A volte sono loro i primi a chiedervi di parlare più forte o di mettervi vicini per vedervi meglio. In altre situazioni invece se ne vergognano. Anche se vedete l’anziano attivo ed estroverso, non date nulla per scontato. Iniziare con domande aperte (“Lei come sta? “) continuare, nel caso, con domande di approfondimento (“Come preferisce che le parlo?”) oppure chiuse (“Se parlo così va bene o vado troppo veloce? Sto parlando troppo piano? “).

2. Cercare di capire se ha difficoltà cognitive. Per esempio: se parlando con lui
vedete che fa fatica a mantenere l’attenzione, se dimentica le parole, ecc.
Generalmente, se sono presenti dei deficit vengono appresi attraverso il confronto con i famigliari o dalla cartella clinica.

3. Mantenere il giusto tono, per cui lui vi possa sentire, e parlate lentamente.

4. Usare termini che l’anziano possa comprendere. Le parole semplici ben scandite saranno molto probabilmente comprese da tutti. Se l’anziano ha un buon livello di istruzione, rapportarsi al suo livello per non abbassarlo e non frustrarlo. Avvicinarsi il più possibile al suo modo di parlare, per cercare di rendere la comprensione più immediata.

5. Nel spiegargli le cose, usare esempi pratici.

6. Nell’insegnargli una procedura, mostrargli bene prima come si fa e poi farlo insieme, l’anziano apprende meglio per imitazione e attraverso il fare.

7. Porre una domanda alla volta, aspettando che abbia ben compreso e risposto
prima di effettuare altre domande o comunicare altro.

8. Verificare sempre se ha ben compreso ciò che gli è stato detto quando gli si
spiega qualcosa di complesso, un esempio è la frase "Non sono sicura se ti ho detto tutto, mi puoi ripetere quello che ti ho detto?"

9. Rimandare sempre un tono calmo e sicuro evitando di farsi influenzare dalla
sua possibile ansia, rabbia o agitazione. Anche nei momenti più tesi, avvicinarsi all'anziano in modo tranquillo, evitando così di aumentare il clima di nervosismo.

10. Non trattarlo da bambino. Alla persona anziana è importante relazionarsi e
parlare come ad un adulto. Anche se può manifestare comportamenti regressivi, è una persona di una certa età e il trattarlo come un bambino lo umilia e lo influenza a comportarsi come tale.

11. Non mentirgli. Cercare la strategia comunicativa migliore con lui evitando falsità, altrimenti non si fiderà più totalmente di voi e degli operatori/famigliari in generale.

12.Parlare a lui direttamente e non attraverso i suoi famigliari, soprattutto in sua
presenza, almeno che non vi siano gravi compromissioni fisiche o neurologiche.

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